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Attrezzatura specialistica per Astrofotografia

Attrezzatura specialistica per Astrofotografia: per un´esperienza piu´profonda e appagante.

In questa sezione approfondiremo alcuni aspetti dell´Astrofotografia e
l´impiego di Attrezzatura specialistica per Astrofotografia per come affrontare esigenze specifiche e ottenere immagini di qualita´superiore.

Attrezzatura specialistica per Astrofotografia

Telescopio

Come gia´ accennato nella sezione “Attrezzatura consigliata per Astrofotografia“, l´impiego di un telescopio permette di accedere a corpi celesti (come galassie, pianeti e nebulose) non visualizzabili con un normale Teleobiettivo fotografico.

Potete approfondire l´argomento quiqui.

Lunghezze d´onda delle radiazioni elettromagnetiche

I sensori delle normali fotocamere in commercio, sono realizzati per poter catturare (e quindi mostrare nelle foto generate) le lunghezze d´onda della luce visibile dall´occhio umano; diciamo quindi che i sensori sono “castrati” dai produttori attraverso una serie di filtri (In teoria il sensore potrebbe catturare uno spettro piu´ampio).

luce visibile
(fonte Wikipedia)

Molti corpi celesti invece hanno emissioni luminose esterne allo spettro visibile del nostro occhio soprattutto nella regione delle radiazioni UV e infrarosso (IR).
Inoltre va ricordato che il colore delle radiazioni luminose dei corpi celesti dipende anche dalla loro stessa composizione chimica  e che quindi genereranno una  radiazione con una specifica lunghezza d´onda
[esempio: il sole e molte nebulose hanno come componente principale
l´idrogeno; alla lunghezza d’onda di 656.28 nm (tipica colorazione rossa) si ha l’emissione piu importante dell’Idrogeno e poiché questa è stata la prima linea mappata nello spettro solare, gli è stato dato il nome di Idrogeno-Alfa (Ha).]. Ma a causa dell´elevata luminosita´ dei corpi celesti queste specifiche lunghezze d´onda non sono visibili dal nostro occhio.

Da qui la necessita´ di trovare delle soluzioni per catturare specifiche lunghezze d´onda, per particolari tipi di fotografia astronomica.

Camera Mod

Una prima soluzione e´quella di modificare la vostra fotocamera
(cio´comporta la rimozione dei filtri dal sensore ed eventualmente
l´aggiunta di altri ) . 


Tale modifica puo´essere fatta in modi differenti:

  1. In modo autonomo (attraverso l´acquisto di un apposito kit e set di istruzioni da seguire passo passo); ovviamente tale modifica andra´ad annullare la garanzia del produttore. Dipende inoltre dal modello della vostra fotocamera (non e´possibile in tutti i modelli).
  2. Spedire la fotocamera ad aziende specializzate che opereranno la modifica per voi (con costi notevoli) e dovrebbero fornirvi una loro garanzia sul lavoro svolto.
  3. Acquistare una fotocamera gia´modificata.

In pratica vengono rimossi i filtri davanti al sensore permettendo ad esso di essere esposto ad uno spettro maggiore di radiazioni elettromagnetiche.

Inoltre va ricordato che queste fotocamere modificate potranno essere usate solo per Astrofotografia e non piu´per la fotografia tradizionale (salvo schermare il sensore con appositi filtri).

Filtri

Accanto alla modifica della fotocamera vi e´la possibilita´di utilizzare dei filtri specifici che bloccheranno tutte le frequenze ad eccezione di quella desiderata che andra´a colpire il sensore.

Questi filtri, a differenza di quelli tradizionali applicati alla lente, andranno inseriti all´interno della fotocamera davanti al sensore e possono venire usati sia su fotocamere standard che modificate.

Tipi di filtri

Filtri ad idrogeno-alfa. La lunghezza d’onda dell’idrogeno-alfa (656.3nm ) è quella tipicamente emessa dalle nebulose (un bagliore rossastro). Ci sono fondamentalmente due tipi di filtro di idrogeno-alfa:  filtri che bloccano tutta la luce sotto la lunghezza d’onda dell’idrogeno-alfa (656.3nm) e che permettono di far passare circa il  90% della luce al di sopra di quella lunghezza d’onda e filtri a banda molto stretta che permettono di far passare le lunghezze d’onda tipicamente di 3-15nanometri intorno alla lunghezza d’onda dell’idrogeno-alfa.L’uso di questi filtri aumenta notevolmente il contrasto tra la nebulosa e lo sfondo del cielo, ma richiede esposizioni più lunghe.

Filtri Narrowband. Questi filtri fanno passare le lunghezze d’onda in una banda molto stretta, tipicamente di 3-5 nanometri, intorno alle lunghezze d’onda come ossigeno III, idrogeno-beta, o zolfo II. Questi filtri aumentano il contrasto tra la lunghezza d’onda di interesse e lo sfondo del cielo.

Ci sono diversi produttori di questi filtri: Astronimik presenta un vasto catalogo di filtri.

Ecco un video (in lingua inglese) dove potete approfondire questi concetti:

Filtri per messa a fuoco

Mettere a fuoco le stelle, soprattutto per chi non ha molta esperienza,
e´sicuramente un´operazione complicata, in quanto non e´possibile utilizzare l´autofocus della fotocamera (perche´in condizioni di buio non funziona), e perche´, soprattutto per chi utilizza ottiche fotografiche, le dimensioni delle stelle sono molto piccole.

Ci possono venire in aiuto filtri come il Kase Precision Focus Tool (disponibile sia per portafiltri che circolare) che permette una messa a fuoco ottimale sulle stelle.

Il discorso della messa a fuoco e´comunque piu´ complesso, in quanto dipende anche molto dalle caratteristiche e qualita´ dell ´ottica utilizzata.
A volte mettere a fuoco nella zona centrale dell´obbiettivo con stelle perfettamente puntiformi, comporta avere coma, distorsioni e aberrazioni cromatiche ai bordi dell´immagine; in certi casi quindi e´opportuno perdere un po´di nitidezza nella zona centrale e recuperare ai lati, ottenendo un´immagine complessivamente migliore.

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